Affondando t’incontrai,
camminavi bendata
tra disordini e silenzi,
tutti i nostri guai nascosti
da sorrisi rumorosi;
senza suono cedevamo,
se nessuno ci guardava.
Eri bella sotto pelle,
ma nessuno ti leggeva:
ti coprirono di spine.
Adesso splendi,
ridi dentro,
di fronte a me
che quella benda
te la tolsi.
Giuseppe Ramuglia