Capitolo 1 – Cielo sereno

Dopo tre inutili tentativi, decisi di lasciare il portone socchiuso. Probabilmente la serratura era difettosa, ma non avevo notato alcun segno del tempo; era una stranezza?
C’era poi bisogno che il tempo passasse di lì a manomettere la serratura?
Questione controversa, per me, questa qui.
Questi portoni funzionano perfettamente per anni e poi ad un certo momento la fanno finita.
Nessun segnale di avvertimento, nessun difettuccio che preannunci il disastro imminente, niente di niente fino a quel momento.
È così e basta. Come si dice quando avvengono i disastri, “doveva succedere”.
E proprio in quell’istante, alle sedici in punto, il portone aveva smesso di chiudersi.
Quando ero entrato funzionava tutto, una perfetta serratura schioccante. Esattamente un’ora dopo, esattamente la stessa serratura, non funzionava più.
È una di quelle cose a cui fai meglio a non pensare, la questione dei portoni; si arriva a credere che abbiano un’anima e che quel giorno e quell’ora siano già stati previsti a monte, che c’era un disegno, che era tutto già deciso. Si escludono quindi le circostanze, la forza impressa dalla tirata sulla maniglia, l’usura invisibile che agilmente si fa strada da mesi tra le cerniere, l’ossidazione che, amabile, culla lo strato di ruggine tra i ferri. Si potrebbe passare una vita ad approfondire il problema senza giungere a una soluzione soddisfacente. Meglio imporsi di non pensare a certe faccende, se non si vuole impazzire.
Quando improvvisamente una serratura si rompe.
Quando, senza nessun segnale di avvertimento, senza nessun difettuccio che preannunci l’imminente disastro, una vita si spegne.

Erano le sedici in punto quando mi imposi di scendere le scale e non pensare troppo.
Le sedute in cui non avevo molto da dire si stavano facendo sempre più frequenti e stavo seriamente considerando l’idea di far terminare la terapia.
Mi sentivo più uno storico che un paziente, un appassionato di genealogia che per un’ora alla settimana si dedica alla ricostruzione del proprio albero dinastico. Era importante, per la dottoressa, ricostruire i tratti caratteriali dei genitori, poi dei nonni, dei parenti e degli affini, degli amici d’infanzia, delle frequentazioni adolescenziali, dei maestri, degli amici dei genitori e di tutti gli individui che, in un modo o nell’altro, avessero contribuito a formare il modo che avevo di gestire i traumi.
Nessuna allusione al fatto che, all’improvviso, senza nessuna ragione apparente, un evento può scuotere l’animo di un individuo fino a renderlo poco più che nulla.
Non funziona esattamente come per i portoni; per la dottoressa, ogni reazione a un evento dipende da qualcosa che era presente già da tempo e che si manifestava con dei segnali di avvertimento, dei difettucci che preannunciano un crollo successivo.
Il quattordici febbraio, alle sedici in punto, dopo sei anni di terapia, non era ancora chiaro perché non riuscissi più a piangere da quando il cuore di mia zia non era più riuscito a tenerla in vita.

5 risposte a “Capitolo 1 – Cielo sereno”

  1. Avatar wwayne

    Post scritto divinamente.

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    1. Avatar giusepperamuglia
      giusepperamuglia

      Grazie tante!

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    2. Avatar wwayne

      Spacca così tanto che mi ha convinto ad iscrivermi al tuo blog. Colgo l’occasione per consigliarti questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2020/03/01/un-uomo-coraggioso/. L’hai già visto?

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  2. Avatar Annamaria Festa
    Annamaria Festa

    Mi aspettavo fosse centrato su quello che purtroppo è successo e che certamente ha lasciato un segno indelebile. Scrivi bene e questo primo capitolo mi è piaciuto. Aspetto curiosa il secondo. 👍

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    1. Avatar giusepperamuglia
      giusepperamuglia

      L’idea iniziale era di non toccare alcuni argomenti, però alcuni di questi si sono fatti strada con forza nel racconto. Grazie mille per il commento Annamaria! 🙂

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5 pensieri riguardo “Capitolo 1 – Cielo sereno

  1. Mi aspettavo fosse centrato su quello che purtroppo è successo e che certamente ha lasciato un segno indelebile. Scrivi bene e questo primo capitolo mi è piaciuto. Aspetto curiosa il secondo. 👍

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    1. L’idea iniziale era di non toccare alcuni argomenti, però alcuni di questi si sono fatti strada con forza nel racconto. Grazie mille per il commento Annamaria! 🙂

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