Notte insonne

Lascia la mia mano, questa notte, Insonnia;
non ho più bisogno di confondermi dei tuoi
multiformi volti sfumati,
perdimi in quell’oblio di misteri
dell’assenza; ‘che mi manca
inondarmi la faccia di quell’oceano sconfinato
di scoperte e mutazioni,
riconoscermi più leggero,
più pesante,
più sfuocato e meno denso
del mio essere da desto.
Chiudi questa porta che la mente tiene
aperta,
già mi manca la vergogna del mio
viso appena sveglio,
delle lenzuola aggrovigliate,
macchie dolci di un incontro con il nulla
segni che ad occhi chiusi
noi già non siamo più.
E apprendo quanto sia curioso
e doloroso
ritornare da quei mondi sconfinati e
lontanissimi
in quel frammento angusto
di umanità
di cui vesto ad occhi aperti.
Tu che lasci queste dita, delicata,
un’ultima carezza,
quando è l’alba te ne vai.

E così m’addormentai.

Giuseppe Ramuglia

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