Abbandonarsi

Serate strane;
accorgersi e poi tornare,
sento il mare nelle conchiglie e te lo dedico tutto.

Quant’è grande il cielo?
Lo misuriamo coi palmi
col sale negli occhi,
carezze di sabbia e risate.

Mi chiedo chi siamo senza voler risposte;
le mie dita storte
che trattengono le tue.
Carezze del vento che viene e va via;
dove sei?

Sfuocata nell’alba dolce dei martedì
piovosi,
nei tralicci rossi quando sono le sette e devo rientrare;
quante apnee prima di imparare a nuotare?

Tequila per ridimensionare;
sgattaiolare in silenzio senza far rumore.
Una nuvola scalcia la luce della luna;
ritorna dov’eri.

E poi fai breccia e sii tempesta,
brezza calma che s’atteggia:
contraddizioni.
Giochi d’azzardo che non vinco mai;
fossi fortunato in amore…

È rimasto qualche faro ad illuminar la notte,
uno sfondo di scogliere e agitazione
un silenzio spettrale di stelle e te
scappata lassù per far rumore.

Ossideo

Citazione

Agrodolce

Cipressi,
verde passeggio di desideri immaturi,
piove solo sole e tu mi guardi attenta:
cos’ha di strano la mia pelle lo noti solo tu.
Sarà l’estate e questi infantili giochi
d’amore,
il non voler tornare.
Mi allaccio una scarpetta e fremo
per averti,
per rincorrerti e sentirti allegra ed
impaurita,
fossi una farfalla ed io il retino che ti brama.

Ignari
che l’amore si disegna così,
che gli adulti sono tanti scemi e la felicità è qui con noi,
nelle mani tra i papaveri e
nelle occhiatine.

Riportami a quando gli sgabelli ci sembravano montagne,
quando appendevamo i sogni al muro coi pennarelli,
‘che mi manca il sapore della scuola,
delle fiabe di papà,
dei desideri prima di far nanna e delle crostate.

Ho salvato questi aromi nei ricordi sfumati,
dove saremo sempre i due bambini irruenti ed
infatuati
che giocano all’amore con le linguacce e
le parole dei grandi dette a casaccio;
le manine sventolate per rivederti
l’indomani: non esisteva il tempo nella nostra equazione dolce.

Ci terrò al sicuro nel mio cuore,
in quelle finestre nostalgiche dei giorni piovosi, dove
gli orologi non vanno indossati
ed i battiti dei polsi,
liberi,
si ascoltano tutti.

Ossideo