Ingombrante ospite

Si prende gioco di me
un’ombra silente
che come il sangue s’impone nei corpi
galoppa pulsante di vita e di morte.
La guardo lavarsi la faccia
persino la imbocco e la vesto con grazia,
nel mio letto la sento dormire la notte.

Si prende gioco di me
un’ombra silente;
senza forma le armi che inventa,
ricolme di dubbi chiamanti tristezza
nessuna astuzia che possa frenarla.
Da quella che era una copiosa clessidra
strappo pochi granelli di sabbia
quando al risveglio sento sopita
Lei che pian piano ha invaso la spiaggia.

Si prende gioco di me
un’ombra silente
che sulle mie spalle
spavalda dimora.

Giuseppe Ramuglia